Trattamento omofobia/omofobia interiorizzata e coming out

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Trattamento omofobia/omofobia interiorizzata e coming out2018-06-01T10:40:21+00:00

Omofobia

Attività clinica - Trattamento omofobia/omofobia interiorizzata e coming out

Per omofobia si intende quell’insieme di pensieri, idee, opinioni che provocano emozioni quali ansia, paura, disgusto, disagio, rabbia, ostilità nei confronti delle persone omosessuali.

Weinberg, lo psicologo che per primo parlò di omofobia, la intese però come una fobia atipica, “operante cioè come un pregiudizio”, nella quale gli effetti negativi vengono avvertititi sia da chi ne è affetto, sia da coloro verso cui questo pregiudizio è rivolto: gli omosessuali.

Non si nasce omofobi. Lo si diventa attraverso l’educazione, i messaggi, diretti o meno, che la famiglia, la politica, la religione e i media trasmettono.

Fin da bambini infatti ognuno di noi acquisisce un sistema di valori e convinzioni che ci vengono presentati come assolutamente giusti e legittimi, motivo per cui siamo portati a prenderli come verità assolute, senza metterli in discussione.

Molto prima di esserci fatti un’idea indipendente di cosa sia l’omosessualità, ereditiamo, da una cultura omofoba, la convinzione che essere gay sia una cosa sbagliata e innaturale.

Ovviamente molto dipende anche dal luogo in cui cresciamo. Per esempio in un paese come l’Italia a prevalenza cattolica, la Chiesa esercita molta ingerenza sulle famiglie e sulla politica. Nonostante la posizione della Chiesa verso gli omosessuali sia di accoglienza, il vincolo imposto è che riconoscano di avere un problema e accettino la castità.

Anche i media, soprattutto fino a una decina di anni fa, hanno avuto un ruolo nel trasmettere messaggi ambigui e omofobi. 

Basti pensare a quanto sia difficile il cammino parlamentare della legge contro l’omofobia, indice della resistenza nel prendere atto e contrastare un fenomeno reale che danneggia delle persone.

Da non sottovalutare è anche che la paura del “diverso” è insita nell’essere umano. La storia è costellata di esempi di minoranze oppresse sulla base di un pregiudizio.

Ci troviamo in un momento storico di forti cambiamenti sociali (maggiore integrazione razziale, maggiore visibilità degli omosessuali, legalizzazione dei matrimoni gay nel modo occidentale) e questo può stimolare ulteriormente la paura del cambiamento, rendendo alcuni più sospettosi e ostili, fino a esperire sentimenti omofobi.

Così come per altre forme di pregiudizio (razzismo e sessismo), deve esserci anche una componente personale di chiusura mentale e rigidità.

Riassumendo abbiamo visto come l’omofobia scaturisca da un insieme di messaggi che ci condizionano provenienti da più fronti e che determinano la nostra educazione. La psicologia cognitiva chiama questo insieme di dogmi “credenze intermedie”, ossia gli atteggiamenti con cui ci approcciamo al mondo, le nostre regole.

Attività clinica - Trattamento omofobia/omofobia interiorizzata e coming outOmofobia interiorizzata

Col termine “omofobia interiorizzata” si intende l’insieme di sentimenti negativi (come ansia, disprezzo, avversione) che le persone omosessuali provano verso l’omosessualità, propria e altrui.

Questa condizione deriva dall’accettazione passiva da parte degli omosessuali di tutti i pregiudizi, i comportamenti e le opinioni discriminatorie tipiche della cultura omofoba nella quale siamo tutti immersi e che incide profondamente, come agente patogeno sul benessere di chi ne è colpito.

Come per l’omofobia, anche per l’omofobia interiorizzata cultura ed educazione hanno un ruolo centrale. Basti pensare al fatto per esempio che a scuola raramente viene spiegato con naturalezza che alcune persone sono omosessuali. Nella migliore delle ipotesi è un argomento che viene evitato e negato, nella peggiore viene condannato.

La cultura nella quale siamo immersi (per esempio famiglia, luogo geografico, scuola, religione, politica) e il nostro temperamento determinano le nostre “credenze intermedie”, cioè gli atteggiamenti con cui ci approcciamo al mondo, le nostre regole. Possiamo immaginare questo tipo di credenze come una sorta di pilota automatico che ci guida e sulla base di questo adottiamo anche incondizionatamente miti e pregiudizi. Tra le regole che ci vengono veicolate dall’educazione c’è quella di rispettare l’autorità superiore (famiglia, scuola, Chiesa, Stato) e successivamente quella che indica il sesso come peccato, che si accompagna di conseguenza a quella che condanna con maggior forza il sesso “contro-natura”. Impariamo ancora pregiudizi secondo i quali i gay sarebbero effeminati e le lesbiche mascoline, oppure che i gay non sono veri uomini, vanno derisi, insultati e addirittura picchiati, ecc.

Tutto questo fa sì che per una persona omosessuale sia estremamente impegnativo e complicato affermare se stesso e la propria identità.

Considerando il livello di omofobia sociale che ci circonda, il fenomeno dell’omofobia interiorizzata è molto diffuso, nonostante le persone omosessuali stesse ne siano poco consapevoli.

Anche il grado di omofobia interiorizzata varia da individuo a individuo, infatti se da una parte l’educazione, come si diceva, può determinare questo fenomeno, allo stesso modo può anche essere un fattore protettivo: per esempio è più libera di autoaffermarsi la persona omosessuale che cresce in una famiglia che non ha pregiudizi sull’omosessualità, in un luogo dove i matrimoni gay sono permessi e che presenta tratti individuali di flessibilità mentale.

L’omofobia interiorizzata ha un impatto molto profondo sulla persona al punto da farlo sentire sbagliato, abbassandone l’autostima, determinando difficoltà relazionali, che possono scaturire in isolamento e autoesclusione sociale, senso di colpa e vergogna, fino ad arrivare a vere e proprie diagnosi di depressione.

La terapia dell’omofobia interiorizzata mira innanzitutto a far prendere consapevolezza della sua influenza e delle difficoltà che determina. La persona impara a notare i pregiudizi che ha metabolizzato e che lo condizionano nella propria vita, in modo da essere libero di autoaffermare la propria identità.