Disturbi dell’alimentazione

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Disturbi dell’alimentazione2018-05-31T09:39:25+00:00

Disturbi dell’alimentazione

   Disturbi alimentazione - Psicologa Segreti

Anoressia nervosa

Disturbi alimentazione Anoressia - Psicologa Segreti

Soffre di anoressia nervosa, uno dei più comuni disturbi dell’alimentazione, chi si sottopone ad una restrizione calorica in relazione alle necessità, che porta ad un peso corporeo significativamente basso rispetto ad età, sesso e salute fisica. La persona con anoressia ha un’intensa paura di aumentare di peso o di diventare “grassa” oppure adotta comportamenti che non permettono di aumentare di peso, anche qualora sia già basso.

Questi soggetti presentano un’alterazione relativa al peso e alla forma corporea che influiscono eccessivamente sull’autostima e un mancato riconoscimento della gravità dell’attuale condizione di sottopeso.

La letteratura distingue due sottotipi: con restrizioni, dove la perdita di peso dipende principalmente dalla dieta, dal digiuno o dall’eccessivo esercizio fisico; e con abbuffate/condotte di eliminazione, quali vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il livello di gravità dipende dall’Indice di Massa Corporea (IMC= kg/m2):

  • Lieve IMC ≥ 17
  • Moderata IMC 16
  • Grave IMC 15
  • Estrema IMC < 15

Tipicamente l’anoressia nervosa esordisce nell’adolescenza (anche se in alcuni casi può insorgere nella tarda infanzia o nell’età adulta) con l’adozione di rigide regole dietetiche motivate dalla preoccupazione per il peso, la forma del corpo e il controllo dell’alimentazione, anche se talvolta si riscontrano altri processi psicologici per esempio competitività, autolesionismo e desiderio di cambiare i comportamenti di altri significativi. Spesso si associa a depressione, ansia, ossessioni, sbalzi di umore, difficoltà di concentrazione, perdita di interesse sessuale o isolamento sociale.

Le complicazioni fisiche, dovute alla restrizione dietetica, al sottopeso e alle condotte eliminatorie, sono comuni nelle pazienti anoressiche.

  • Segni fisici: arresto della crescita e mancato sviluppo delle mammelle (se l’insorgenza è pre-puberale); bradicardia e ipotensione; ipotermia, mani e piedi freddi e cianotici; pelle secca, lanugo alla schiena, avambracci e lati del viso, colorazione giallo-arancio della pelle dei palmi delle mani e dei piedi; caduta dei capelli; erosione della faccia interna della superficie dei denti (per induzione del vomito); unghie fragili; edema; debolezza dei muscoli prossimali
  • Complicazioni gastrointestinali: reflusso gastroesofageo, esofagite, ematemesi; gastroparesi, dilatazione e rottura gastrica; diminuzione della motilità del colon; alterazione dei valori dei test di funzionalità epatica; elevati livelli di amilasi serica
  • Complicanze endocrine e metaboliche: bassi livelli di estradiolo (nelle femmine) e di testosterone (nei maschi), bassi valori di T3 e, a volte T4 con TSH normale, basso o lievemente aumentato (sindrome del malato eutirodeo), ipercortisolismo con elevati livelli di cortisolo urinario libero nelle urine; aumento della concentrazione dell’ormone della crescita con bassi livelli di IGF-1, amenorrea, pubertà ritardata; ipoglicemia, ipercolesterolemia; ipopotassiemia, ipomagnesemia, ipofosfatemia, iponatriemia; osteopenia e osteoporosi
  • Complicazioni ematologiche: anemia, leucopenia, neutropenia, trombocitopenia
  • Complicazioni cardiovascolari: anomalie ECG, basso voltaggio, intervallo QT prolungato e onde U
  • Complicazioni renali: calcoli renali
  • Complicazioni riproduttive: infertilità, aumento di peso insufficiente in gravidanza e basso peso corporeo del neonato
  • Complicazioni neurologiche: allargamento dei ventricoli cerebrali e degli spazi del liquido cefalorachidiano (pseudoatrofia), neuropatia periferica

Bulimia nervosa

Disturbi alimentazione Bulimia - Psicologa Segreti

Chi soffre di bulimia nervosa, un altro diffuso disturbo dell’alimentazione, presenta ripetuti episodi di abbuffata. Per abbuffata si intende il mangiare, in un periodo di tempo determinato, una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui assumerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili, associato alla sensazione di perdere il controllo.

Per compensare il notevole apporto calorico derivante dall’abbuffata, la persona ricorre a condotte di eliminazione (per esempio, vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci, digiuno o attività fisica eccessiva) al fine di prevenire l’aumento di peso.

Come nell’anoressia, anche nella bulimia, l’eccessiva preoccupazione per peso e forma del corpo influisce sull’autostima e rappresenta il nucleo centrale del disturbo.

La gravità è in funzione del numero di condotte compensatorie inappropriate:

  • Lieve 1-3 episodi compensatori/settimana
  • Moderata 4-7 episodi compensatori/settimana
  • Grave 8-13 episodi compensatori/settimana
  • Estrema ≥14 episodi compensatori/settimana

Nonostante le manifestazioni dell’anoressia e della bulimia siano diversi, da una parte sottopeso e restrizione calorica, dall’altra sovralimentazione, il meccanismo di base sembra essere comune: la valutazione di sé basata sul peso e sulla forma del corpo e il ricorso a meccanismi disfunzionali di controllo del peso, che portano all’adozione di una dieta rigida.

Alcune pazienti bulimiche riferiscono inoltre un periodo di anoressia in passato.

Ciò che distingue i due disturbi dell’alimentazione è che nella bulimia la dieta viene periodicamente interrotta da episodi bulimici che raramente determinano un calo ponderale, infatti queste pazienti generalmente sono normopeso, sovrappeso e raramente obese. È proprio la preoccupazione per gli episodi bulimici che spinge queste pazienti a richiedere un aiuto con più frequenza rispetto alle pazienti anoressiche, nonostante tale richiesta arrivi generalmente dopo molti anni dall’insorgenza perché spesso provano vergogna o cercano di gestirlo da sole.

La bulimia si associa di frequente ad ansia e depressione e alcune pazienti riferiscono abuso di alcol o sostanze psicoattive e comportamenti autolesionistici. Inoltre si rilevano tratti di bassa autostima, perfezionismo e intolleranza alle emozioni.

Rispetto all’anoressia, nella bulimia ci sono minori complicazioni fisiche, ad eccezione di chi frequentemente ricorre al vomito aiutoindotto, che riporta disturbi elettrolitici, esofagite, gonfiore delle ghiandole parotidi e delle sottomandibolari, danni dentali e segno di Russel.

Disturbo da alimentazione incontrollata – Binge eating disorder (BED)

Disturbi alimentazione incontrollata - Psicologa Segreti

Soffre di binge eating disorder la persona che presenta ricorrenti episodi di abbuffate non seguite da condotte compensatorie inappropriate. Per abbuffata si intende il mangiare, in un periodo di tempo determinato, una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui assumerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili, associato alla sensazione di perdere il controllo.

Gli episodi di abbuffata sono inoltre associati ad alcuni dei seguenti aspetti:

  • Mangiare molto più rapidamente del normale
  • Mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni
  • Mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente affamati
  • Mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando
  • Sentirsi disgustati di se stessi, depressi o molto in colpa dopo l’episodio

La gravità del disturbo è in funzione della frequenza delle abbuffate:

  • Lieve 1-3 episodi di abbuffata/settimana
  • Moderata 4-7 episodi di abbuffata/settimana
  • Grave 8-13 episodi di abbuffata/settimana
  • Estrema ≥14 episodi di abbuffata/settimana

Rispetto ad anoressia e bulimia, nel binge eating l’insorgenza è generalmente in età adulta e la preoccupazione per peso e forma del corpo è sempre presente, ma in modo ridotto.

Poiché le abbuffate, senza meccanismi di controllo, sono frequenti, questo disturbo è spesso associato all’obesità e alle sue conseguenze fisiche, per esempio la sindrome metabolica, il diabete di tipo 2, malattie di colecisti e fegato, malattie cardiovascolari.  Le conseguenze fisiche inoltre sono da attribuirsi anche allo stile di vita sedentario e all’alimentazione scadente.

Spesso il binge eating è associato a tratti di bassa autostima, sintomi depressivi, intolleranza alle emozioni e abuso di alcol o sostanze psicotrope.

Cognitive Behavioral Therapy- Enhanced (Cbt-E) per i disturbi alimentari

Il Cognitive Behavioral Therapy-Enhanced è un trattamento psicologico individualizzato specifico per i disturbi alimentari, che affronta i meccanismi di mantenimento della psicopatologia.

 

 

I criteri diagnostici sono fedelmente tratti dal Manuale statistico e diagnosti dei disturbi mentali. Quinta edizione (DSM-5), American Psychiatric Association (APA), 2013