Disturbi di personalità

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Disturbi di personalità2018-05-31T12:16:34+00:00

Disturbi di personalità

Gruppo A

Disturbo paranoide

Disturbi personalità paranoide - Psicologa Segreti

Ha un disturbo paranoide la persona costantemente diffidente e sospettosa verso gli altri, le cui motivazioni vengono interpretate come malevole.

Il soggetto paranoide tende a sospettare di essere danneggiato, sfruttato o ingannato dagli altri e a dubitare della lealtà di amici o colleghi, per questo si mostra riluttante a confidarsi, temendo che le informazioni possano essere usate contro di lui. Porta costantemente rancore, cioè non dimentica né perdona insulti, ingiurie o offese passate. Anche la sfera sentimentale è connotata dal ricorrente sospetto sulla fedeltà del coniuge o del partner sessuale.

Disturbo schizoide

Disturbi personalità schizoide - Psicologa Segreti

Presenta un disturbo schizoide chi tende ad essere distaccato nelle relazioni sociali e ha una gamma molto ristretta di espressioni emotive nelle situazioni interpersonali.

In particolare si tratta di persone che non desiderano né provano piacere nelle relazioni affettive, incluso il far parte di una famiglia, preferendo attività individuali. Sono persone che provano in generale poco piacere per qualsiasi attività e che non sono in grado di coltivare amicizie.

Dimostrano scarso interesse anche di avere esperienze sessuali con qualcuno.

La modalità che li contraddistingue è quella della freddezza emotiva, distacco o affettività appiattita.

Disturbo schizotipico

Disturbi personalità schizotipico - Psicologa Segreti

Soffre di un disturbo schizotipico chi presenta un quadro caratteristico di deficit sociali e interpersonali da cui derivano disagio acuto e ridotta capacità nelle relazioni affettive, distorsioni cognitive e percettive ed eccentricità di comportamento, per esempio:

  • Idee di riferimento
  • Convinzioni strane o pensiero magico che influenzano il comportamento e sono in contrasto con le norme culturali (per esempio, superstizione, credere nella chiaroveggenza, nella telepatia, ecc.)
  • Esperienze percettive insolite, incluse illusioni corporee
  • Pensiero ed eloquio strani
  • Sospettosità o ideazione paranoide
  • Affettività inappropriata o limitata
  • Comportamento o aspetto strani, eccentrici, peculiari
  • Nessun amico stretto o confidente, eccetto i parenti di primo grado
  • Eccessiva ansia sociale, che non diminuisce con l’aumento della familiarità e tende a essere associata a preoccupazioni paranoidi.

 

Gruppo B

Disturbo antisociale

Disturbi personalità antisociale - Psicologa Segreti

La persona antisociale è incapace di conformarsi alle norme sociali per quanto riguarda il comportamento legale, come dimostrato dal ripetersi di atti passibili di arresto. Per profitto o per piacere personale può mentire, truffare, usare falsi nomi e tende ad essere impulsivo o incapace di pianificare. Spesso si presenta come una persona irritabile e aggressiva, come dimostrato dal coinvolgimento in risse e aggressioni fisiche, poiché non si cura né della propria sicurezza né di quella altrui. Difficilmente riesce a mantenere un lavoro o a far fronte ai propri obblighi finanziari.

Caratteristica inoltre è la sua mancanza di rimorso e di empatia per chi viene danneggiato dai suoi comportamenti.

Disturbo borderline

Disturbi personalità border - Psicologa Segreti

Idealmente è possibile descrivere il quadro sintomatologico del Disturbo Borderline di Personalità (DBP) attraverso quattro dimensioni “sensibili”: affettiva, impulsiva, alterata identità del sé, psicotica (Orlandi et al., 2002). Tale distinzione è utilizzata soprattutto in psicofarmacologia, dove le dimensioni rappresentano il target sintomatologico delle terapie.

Rientra nella sfera affettiva la tipica labilità dovuta ai repentini sbalzi di umore e l’instabilità, spesso connessa a irritabilità e agli aspetti impulsivi della disregolazione, che si manifesta per esempio sotto forma di assunzione di sostanze psicotrope, comportamenti suicidari o gesti autolesivi, comportamenti bulimici o promiscuità sessuale.

Il nucleo centrale del DBP è però probabilmente rappresentato dall’alterazione dell’identità del sé, che si evidenzia attraverso i tentativi di evitare l’abbandono, reale o immaginario.

Per questi pazienti infatti la percezione di separazione o di rifiuto imminente ha implicazioni dirette sullo schema di sé, sull’umore e, naturalmente, su pensiero e comportamento. La paura dell’abbandono può significare quindi che sono “cattivi” e la conseguente adozione di comportamenti impulsivi al fine di evitarlo (APA, 2013) e implica di conseguenza anche la caratteristica instabilità delle relazioni interpersonali dei pazienti borderline, che oscillano tra idealizzazione, svalutazione (Orlandi et al., 2002) e profondo senso di vuoto. Questi pazienti sono inclini a cambiamenti improvvisi e drammatici della loro visione degli altri e le loro relazioni affettive sono spesso intense, instabili e conflittuali (APA, 2013).

Il senso di vuoto sembra essere un fattore di rischio di suicidio (Beck, Freeman et al., 1990)

Gli aspetti psicotici, infine, possono comparire in condizioni di stress e si manifestano con ideazione di riferimento e paranoidea o con gravi sintomi di dissociazione, come derealizzazione, depersonalizzazione e distorsione della realtà.

Marsha Linehan (1993) individua invece nella disregolazione affettiva il nucleo centrale del DBP. L’Autrice infatti osserva come la vulnerabilità emotiva, cioè la reazione intensa e impulsiva alle emozioni, determini il deficit della regolazione emotiva e i conseguenti comportamenti disfunzionali finalizzati a contenere il dolore provocato, appunto, dalle emozioni intense (Linehan, 1993).

Soffre di un disturbo borderline chi presenta un quadro caratteristico di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore e una marcata impulsività, per esempio:

  • Sforzi disperati per evitare un reale o immaginario abbandono. Il timore di essere rifiutati o di separarsi da figure significative è associato a paure di eccessiva dipendenza e completa perdita di autonomia
  • Relazioni interpersonali instabili e intense, dove si alternano iperidealizzazione e svalutazione
  • Alterazione dell’identità: immagine di sé o percezione di sé marcatamente e persistentemente instabile
  • Impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto (per es. spese sconsiderate, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate). Si riscontra una tendenza a correre rischi, a intraprendere cioè attività pericolose, rischiose o potenzialmente dannose per sé, senza necessità e senza preoccuparsi delle conseguenze; vi è noncuranza dei propri limiti e negazione del reale pericolo per la persona
  • Ricorrenti comportamenti, gesti o minacce suicidari, o comportamento automutilante
  • Instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore (per es. episodica intensa disforia, irritabilità o ansia, che di solito durano poche ore e soltanto raramente più di pochi giorni).

Le emozioni che insorgono facilmente, sono intense e/o sproporzionate rispetto a eventi e circostanze

  • Sentimenti cronici di vuoto
  • Rabbia inappropriata, intensa, o difficoltà a controllare la rabbia (per es. frequenti accessi di ira, rabbia costante, ricorrenti scontri fisici). La rabbia intensa può scaturire anche da offese di poco conto
  • Ideazione paranoide transitoria, associata allo stress, o gravi sintomi dissociativi

Questi pazienti mostrano una scarsa empatia nel riconoscere sentimenti e bisogni degli altri associata a una ipersensiblità interpersonale, per esempio nel sentirsi offesi o insultati. La percezione degli altri risulta selettivamente distorta in senso negativo.

Le relazioni affettive risultano intense, instabili, conflittuali, caratterizzate da diffidenza, ma allo stesso tempo, da dipendenza e preoccupazione ansiosa per l’abbandono, reale o immaginato. Spesso oscillano tra eccessivo coinvolgimento e distacco.

In risposta a stress interpersonali possono presentare forte ansia e panico, associati a timore di perdere il controllo, e successivo abbassamento del tono dell’umore in senso depressivo, che porta questi soggetti a sentirsi frequentemente tristi, senza speranza e a ideazione suicidaria.

Disturbo istrionico

Disturbi personalità istrionico - Psicologa Segreti

Si definisce istrionica la persona che presenta un quadro caratterizzato da eccessiva emotività e ricerca di attenzione, già dalla prima età adulta. Si tratta di soggetti che possono sentirsi a disagio nelle situazioni in cui non sono al centro dell’attenzione, per questo utilizzano l’aspetto fisico per distinguersi e si mostrano seduttivi in modo inappropriato o sessualmente provocanti. Le loro emozioni vengono manifestate in modo superficiale e sono estremamente labili. L’eloquio risulta eccessivamente impressionistico e privo di dettagli, tendente all’autodrammatizzazione e alla teatralità. Le persone istrioniche risultano facilmente suggestionabili, vengono cioè facilmente influenzati dagli altri o dalle circostanze. Spesso considerano le relazioni più intime di quanto non siano realmente.

Disturbo narcisistico

Disturbi personalità narcisistico - Psicologa Segreti

Soffre di disturbo narcisistico di personalità chi presenta un quadro di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia già dalla prima età adulta.

Queste persone tendono ad esagerare risultati e talenti, si aspettano di essere considerati superiori senza una reale motivazione. Vengono assorbite da fantasie di successo, potere, fascino, bellezza o di amore ideale. Si sentono “speciali” e credono di poter essere capiti o di dover frequentare solo persone al loro livello. Hanno l’aspettativa irragionevole di dover ricevere speciali trattamenti di favore oppure pretendono che i loro bisogni vengano immediatamente soddisfatti, in caso contrario mostrano comportamenti o atteggiamenti arroganti e presuntuosi.

Richiedono costante ammirazione da parte dell’altro, per il quale non nutrono alcuna empatia. Sono infatti incapaci di riconoscere o identificarsi con i sentimenti e le necessità altrui. Al contrario, sono spesso invidiosi o credono di essere invidiati.

“La prima ricetta è quella più facile, riesce sempre. Sono necessari due ingredienti. Il primo è come la farina per la pizza: ne costituisce la quasi totalità. Si tratta di crescere i vostri figli convincendoli che il senso della vita è primeggiare e il loro destino è superare gli altri. Siate chiari: fate capire che avete grandi aspettative su di loro, che avete una fiducia sconfinata nelle loro capacità e che nessuno è alla loro altezza. Non lasciate in loro il benchè minimo dubbio. Allo stesso tempo non abbiate indugi: ogni imperfezione va notata e mai perdonata. Ogni gradino che manca alla vetta un errore che puntualmente rimarcherete. Hai preso 8? Perché non 9? Hai preso 30? E la lode? Sei arrivata seconda alla gara di ballo? Perché non ti sei allenata abbastanza? Attenzione: fondamentale un meticoloso, incessante confronto con gli altri. Otto in italiano? Quanto ha avuto Antonella? Non esitare, rispondi. Ehm…8 e 1/2 . malissimo. Perché ti fai superare da quella sciacquetta?

Per una riuscita ottimale della ricetta è necessario che a fronte di ogni carenza nella prestazione manifestiate con il massimo della riconoscibilità un senso di orrore, sgomento, disappunto. La mancata vittoria deve per voi essere chiaramente fonte di dolore, un dolore che vostro figlio dovrà essere ben consapevole di aver colpevolmente causato. Insieme a questo, vacillate. Fate capire che quella crepa è l’inizio di una frattura nel tessuto stesso dell’Essere, che dietro quel secondo posto si spalanca la porta del Nulla, per tutta la famiglia.

Chiaro? Manca la seconda parte della ricetta, senza di questo il soufflè rischia di sgonfiarsi. Potete pompare i vostri figli alla pressione che volete. Ma se poi siete teneri, giocosi, vi brillano gli occhi quando sono buffi o quando fanno gli stupidi, sorridete quando vi prendono in giro, se vi si stringe il cuore quando sono stanchi e vi pregano di non mandarli a scuola dopo la gita, se piagnucolano all’idea di perdersi la replica di Hanna Montana o la stagione fresca fresca di Inazuma Eleven e cedete, allora lasciate perdere: non vi verrà fuori un narcisista fatto bene.

Ricordate: due ingredienti: pompate la loro grandiosità e ignorate tutto quello che di spontaneo fanno.” (da L’illusione del narcisista. La malattia nella grande vita, di Giancarlo Dimaggio)

Gruppo C

Disturbo evitante

Disturbi personalità evitante - Psicologa Segreti

Si definisce evitante chi si sente costantemente inibito socialmente, inadeguato e ipersensibile al giudizio negativo.

Queste persone evitano attività lavorative a contatto col pubblico per timore di essere criticato, disapprovato o rifiutato. Sono riluttanti ad entrare in relazione col prossimo, col quale si mostrano inibiti, a meno che non siano certi di piacere. Anche nelle relazioni intime mostrano limitazioni dovute alla paura di venire umiliati o ridicolizzati.

Si vedono come socialmente inetti e personalmente non attraenti o inferiori agli altri, costantemente inadeguati.

Sono riluttanti ad assumersi rischi o ad impegnarsi in nuove attività che possano rivelarsi imbarazzanti.

Disturbo dipendente

Disturbi personalità dipendente - Psicologa Segreti

Chi soffre di disturbo dipendente di personalità ha una necessità costante ed eccessiva di essere accudito, che si traduce in un comportamento sottomesso e dipendente per evitare una separazione.

Queste persone presentano difficoltà nel prendere decisioni quotidiane senza ricevere consigli e rassicurazione. Hanno infatti bisogno che siano gli altri ad assumersi la responsabilità per la maggior parte degli ambiti della loro vita. Fanno fatica ad esprimere disaccordo per il timore di perdere supporto e approvazione, così come non riescono a iniziare progetti o a fare cose autonomamente, a causa della mancanza di fiducia nel proprio giudizio o nelle proprie capacità.

Possono arrivare ad offrirsi per svolgere compiti spiacevoli pur di non perdere l’accudimento e il supporto degli altri.

Quando sono soli si sentono indifesi e incapaci di prendersi cura di sé, per questo quando termina una relazione intima, cercano con urgenza un’altra relazione.

Si preoccupano in modo non realistico di essere lasciati soli.

Disturbo ossessivo-compulsivo

Disturbi personalità ossessivo-compulsivo - Psicologa Segreti

Presentano una personalità ossessivo-compulsiva le persone che sono costantemente preoccupate per l’ordine, che sono perfezioniste e che tendono a mantenere un alto controllo mentale e interpersonale a discapito della flessibilità, dell’apertura e dell’efficienza.

Sono persone che si preoccupano per i dettagli, le regole, le liste, l’ordine, l’organizzazione o i programmi fino al punto di perdere lo scopo principale dell’attività. Il loro perfezionismo interferisce col completamento dei compiti, per esempio sono incapaci di completare un progetto perché non risultano soddisfatti i loro rigidi standard. Tendono ad essere rigidi e testardi.

Si tratta di persone eccessivamente dedite al loro lavoro e alla produttività, fino all’esclusione di attività di svago e amicizie, nonostante questo non sia dettato da evidenti necessità economiche.

Sono riluttanti a delegare compiti o a lavorare con altri, a meno che questi non si sottomettano completamente al loro modo di fare le cose.

Sono eccessivamente coscienziosi, scrupolosi e intransigenti quando si tratta di moralità, etica o valori e tendono ad essere avari sia per sé che per gli altri. Il denaro infatti è visto come qualcosa da accumulare in caso di future catastrofi.

Presentano difficoltà a gettare via o liberarsi di oggetti consumati o di nessun valore, anche se non possiedono un valore affettivo.

 

 

I criteri diagnostici sono fedelmente tratti dal Manuale statistico e diagnosti dei disturbi mentali. Quinta edizione (DSM-5), American Psychiatric Association (APA), 2013